Macchine fotografiche digitali dai sensori evoluti: guida all’acquisto, recensioni dal web, costo

L’importanza del sensore fotografico è già risaputa, soprattutto se devi scegliere una nuova macchina fotografica da acquistare. Che tu sia un fotografo professionista, che cerca di stare sempre al passo con la tecnologia, oppure un fotografo amatoriale che ha deciso di passare a livello successivo, ti troverai a compiere questa scelta. Oggi i sensori delle macchine fotografiche sono sempre più evoluti e performanti, permettendo di ottenere la massima qualità dalle nostre immagini, con la possibilità di poter scattare anche nelle condizioni peggiori di luce; il tutto senza comprometterne le prestazioni. Ma per poter compiere una scelta consapevole, devi imparare a conoscere nel dettaglio i vantaggi che determinati sensori possono offrirci rispetto ad altri.

Sensore fotografico: impariamo a conoscerlo meglio

Sicuramente il modo migliore per spiegare il suo funzionamento (o quello di qualsiasi altra cosa), è quello di paragonarlo ad un oggetto di uso quotidiano o qualcosa di cui conosciamo già il meccanismo. In questo caso, possiamo paragonare il funzionamento del sensore a quello dell’occhio umano. Molti di voi sapranno come funziona bene o male l’occhio, cosa accade soprattutto, quando osserviamo ciò che ci circonda. Se osserviamo un paesaggio, una persona o un oggetto di nostro interesse, il nostro occhio lo metterà a fuoco. Dopo averlo messo a fuoco, all’interno del bulbo oculare, i muscoli allungano o accorciano il cristallino.

La stessa cosa accade dentro la nostra macchina fotografica, quando le lenti dell’obiettivo si spostano per ottenere un’immagine nitida. Per quanto riguarda il passaggio della luce, l’iride sceglie quanta farne passare dilatando la pupilla (il foro centrale per intenderci). Quest’ultima si “aprirà” se colpita da un fascio forte di luce, oppure chiuderà se la luce è debole. Possiamo quindi affermare, che la pupilla funge da diaframma, regola quindi la quantità di luce da far entrare nel sistema.

Adesso l’immagine dovrebbe raggiungere finalmente la retina, o il sensore della vostra macchina fotografica in questo caso. Qui le cellule recettoriali (coni e bastoncelli) colgono con precisione dettagli e colori. Nel caso del sensore, le cellule recettoriali sono sostituite dai fotodiodi, che trasformano il segnale luminoso in segnale elettrico. Questo grossomodo è il funzionamento del sensore, spiegato il più semplicemente possibile.

Ma come è fatto un sensore?

Qui ci inoltriamo nella parte più tecnica, con una spiegazione un pò più complessa. Il sensore fotografico ha la forma di un rettangolo, un chip in silicio che va a sostituire  la pellicola nelle moderne macchine fotografiche. La sua funzione ci è già nota, ed è appunto quella di convertire la luce in elettroni -tramite i fotodiodi e i pixel-  che ci forniscono un’informazione digitale che  riproduce la scena inquadrata. I pixel hanno dimensioni piccolissime e ognuno di loro è un elemento elettrico sensibile alla luce, che captando la sua lunghezza d’onda genera una carica elettrica. Generata l’immagine in questo modo, apparirà in scala di grigi, ma è necessaria una foto a colori. Per ovviare a questo, sulla superficie del sensore è collocato un filtro a mosaico, chiamato Color Filter Array, e i più conosciuti sono:

  •  matrice di Bayer
  • Foveon

Matrice di Bayer

Dal nome del suo creatore, è composta da tre filtri colorati RGB. Essa è formata dalla ripetizione di un pattern composto da due quadratini verdi, uno blu e uno rosso. Ma perché due quadratini verdi? Questo perché, tornando al discorso dell’occhio, esso è più sensibile al colore verde più di quanto lo sia per gli altri colori. Quindi la nostra matrice di Bayer ha quattro filtri e di fronte altrettanti fotodiodi e ognuno di essi legge la luminosità specifica in quel punto per un solo colore. Per ottimizzare la raccolta di luce, tra un fotodiodo e l’altro, si trovano delle microlenti che reindirizzano la luce sul fotodiodo senza farla disperdere. Infine il processore della macchina fotografica applica un algoritmo che estrae ad ogni gruppo di 2×2 pixel, i valori dei colori, mescolandoli correttamente e ottenendo i colori originali. Spiegazione complicata, si, ma questo ci fa intuire ancora meglio la complessità del sensore e del perché dei suoi prezzi così alti.

Foveon

L’alternativa alla matrice Bayer è rappresentata da questi sensori. Prodotto da Sigma, imita quello che succede in una pellicola analogica ed è formato dalla sovrapposizione di tre livelli, ognuno in grado di catturare la luce di un certo colore. In questo modo il sensore acquisisce l’intera gamma cromatica senza bisogno di interpolazione come per i sensori tradizionali. Le fotografie quindi avranno una resa fedele dei colori, più realistici e ottimo dettaglio, insieme ad un’eccellente nitidezza. Unica nota dolente è forse la bassa resistenza agli ISO.

Vantaggi e svantaggi dei sensori avanzati

Arrivati a questo punto, ti chiederai se è davvero così importante la dimensione del sensore, ma questo dipende sempre da diversi fattori. Un sensore grande possiede sicuramente più pixel, e più pixel significa ottenere una foto più luminosa e quindi meno necessità di alzare gli ISO. Meno pixel invece, significa meno risoluzione e quindi foto più piccola. Ma non solo, il rumore digitale è maggiormente presente in un sensore più piccolo e più “affollato” di pixel, perché essendo piccoli, hanno difficoltà a raccogliere luce. Quindi oltre al rumore digitale, l’immagine sarà anche poco dettagliata e nitida.

Mettiamo a confronto una full frame e una APS-C 24, megapixel entrambe: a parità di tecnologia, il sensore più piccolo sarà certamente meno prestante per diversi fattori, come appunto gamma dinamica e rumore. I vantaggi di una full frame sono tantissimi e lo avete appena visto; l’unico svantaggio che gli si può attribuire, sono le maggiori spese da sostenere, non solo per il corpo macchina ma anche per le lenti, e poi per l‘ingombro delle dimensioni non proprio comode.

Per concludere

Con il tempo la differenza di qualità tra full frame e APS-C si è ridotta di molto. Basti pensare ad alcuni brand (Olympus e Fujifilm) che producono solo corpi macchina con sensori APS-C, molto apprezzati anche dai professionisti, facendo riflettere che ormai la dimensione del sensore non costituisce poi un limite assoluto. Possiamo affermare casomai, che esistono sensori che si prestano ad alcuni generi fotografici rispetto ad altri.

Un banale esempio è la fotografia street o la fotografia di viaggio, dove è bene ridurre gli ingombri e preferire qualcosa di più maneggevole e comodo, nel caso della fotografia notturna meglio preferire ISO alti, meno rumore e magari più megapixel  per avere stampe più dettagliate. Per cui alla fine va tutto a gusto personale, esigenze professionali o individuali, essendo consapevoli che per maggiori prestazioni si deve essere disposti a spendere qualcosa in più.

Laureata all’Accademia Di Belle Arti, mi occupo prevalentemente di fotografia, possedendo solide competenze in diversi ambiti, quali grafica, editing, pubblicità e social media. Appassionata di scrittura da sempre, con un occhio di riguardo per il copywriting e la scrittura persuasiva.

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